Dal bosco al mercato, passando per la cooperazione. È la proposta che Legacoop Agroalimentare ha portato il 30 ottobre al Forum Foreste di Legambiente, ospitato a Roma: la creazione dello “Sportello Foresta Cooperativa“, un servizio per accompagnare la nascita di nuove cooperative forestali. Si rivolge in particolare alle associazioni fondiarie che intendono diventare cooperative, per trasformare la collaborazione tra proprietari in una capacità organizzata di gestire il bosco e di fare impresa.
Il 30% delle domande presentate nell’ambito dei contratti di filiera è nato dall’iniziativa delle cooperative, segno della vitalità di un sistema che tiene insieme sostenibilità ambientale, qualità del lavoro e sviluppo economico. «È un risultato che ci incoraggia, ma che adesso dobbiamo essere capaci di monitorare e consolidare – ha sottolineato Patrizio Mecacci, responsabile forestale di Legacoop Agroalimentare -. La transizione ecologica è una grande occasione di lavoro buono e di rilancio delle aree interne. La cooperazione forestale è un attore fondamentale di questo percorso, ieri come oggi e soprattutto domani».
Lo Sportello: dai proprietari alla cooperativa
Tra le sfide principali del settore c’è la frammentazione della proprietà forestale, che rende spesso difficile una gestione economicamente sostenibile e continuativa dei boschi. Un limite che le associazioni fondiarie, nate per riunire i proprietari e recuperare i terreni abbandonati o sottoutilizzati, stanno già contribuendo a superare. Lo Sportello Foresta Cooperativa vuole fare un passo ulteriore: offrire consulenza e accompagnamento a chi desidera dare forma cooperativa a questa esperienza.
«Le associazioni fondiarie stanno svolgendo un lavoro straordinario, creando le condizioni per superare l’abbandono e ricomporre una gestione del territorio che altrimenti sarebbe difficile realizzare – ha affermato Mecacci –. Crediamo che il modello cooperativo possa rappresentare un’evoluzione naturale di questo percorso, trasformando la collaborazione tra proprietari in una capacità organizzata di programmare gli interventi, gestire le risorse e sviluppare attività economiche».
L’obiettivo è costruire filiere capaci di tenere insieme proprietà, gestione forestale, trasformazione, commercializzazione e consumo, garantendo continuità produttiva e benefici per i territori. Un esempio concreto di questa direzione arriva dal settore castanicolo. Nei giorni scorsi, in un marroneto del Mugello, una cooperativa di castanicoltori ha siglato un’intesa con le cooperative di consumatori per qualificare la commercializzazione del Marrone del Mugello Igp attraverso canali affidabili, capaci di valorizzarne origine e qualità.
«È una strada che dobbiamo percorrere anche per i prodotti di derivazione legnosa – ha aggiunto Mecacci -. Dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili per incrociare un rapporto virtuoso con i consumi di massa, attrezzare i nostri sistemi economici per dialogare con il mercato, offrendo prodotti italiani e facendo tutto il possibile per renderli accessibili. Serve una vera e propria politica industriale per l’ambiente e la cura del territorio, in un’alleanza continua con i cittadini consumatori».
L’alleanza con Legambiente
Un obiettivo che riguarda ambiti diversi: dal riscaldamento ai prodotti e ai servizi per il giardinaggio, la manutenzione del verde e la tutela delle aree verdi urbane, settori in cui è possibile rafforzare le filiere nazionali e creare occupazione qualificata. A sostegno di questa prospettiva Legacoop ha costruito partnership importanti con Legambiente e con altre realtà del settore, nella convinzione che tutela ambientale e valorizzazione del lavoro siano parti di un’unica strategia: gestione attiva delle foreste, prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi, tutela della biodiversità, opportunità economiche durature.
«La foresta non è soltanto un patrimonio naturale da conservare: è anche un bene comune da curare e una risorsa da valorizzare responsabilmente. Per farlo servono competenze, imprese radicate, lavoro regolare e alleanze solide. La cooperazione forestale può contribuire a tenere insieme questi elementi, trasformando la transizione ecologica in un’opportunità concreta per le comunità e per il futuro delle aree interne», ha concluso Mecacci.





