Un’installazione multimediale per “navigare” alla scoperta dei PAT, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Toscana. È quella presentata oggi alla Tenuta di Cesa (Marciano della Chiana, Arezzo) dalla Regione Toscana, nel corso di una giornata dedicata alla tutela delle produzioni tipiche, che ha ospitato anche incontri e momenti di confronto sul tema.
All’evento hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras, il direttore della direzione agricoltura e sviluppo Rurale della Regione Toscana Roberto Scalacci, il presidente dell’Accademia dei Georgofili Massimo Vincenzini, il business manager ortofrutta di Unicoop Firenze Sandro Massei, il responsabile ortofrutta di Terre dell’Etruria Paolo Simonelli e il responsabile del Dipartimento Agroalimentare di Legacoop Toscana Patrizio Mecacci.
I progetti delle cooperative
L’iniziativa è stata l’occasione per presentare i progetti delle due cooperative dedicati ai prodotti agroalimentari tradizionali. Unicoop Firenze, in particolare, sta lavorando alla valorizzazione di alcuni ortaggi e frutti simbolo dell’agricoltura toscana, come il carciofo livornese, il cavolo nero riccio e le mele rugginose della Val di Chiana, attraverso una campagna informativa rivolta ai consumatori. L’obiettivo è raccontare non solo le caratteristiche di queste produzioni, ma anche la loro storia, il valore culturale e il legame con il territorio grazie alle filiere locali.
Il progetto partirà dalle mele Stayman aretine, proposte in una confezione speciale contraddistinta dalla dicitura “Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Toscana” e da un QR code, che permetterà di accedere a un sito web con contenuti di approfondimento. All’interno della confezione sarà inserito inoltre un “passaporto”, una breve brochure con le informazioni essenziali per comprendere appieno il valore del prodotto.
Per quanto riguarda Terre dell’Etruria, la cooperativa sta portando avanti una ricerca agronomica sulla varietà di carciofo Terom, con l’obiettivo di recuperarne le caratteristiche originarie — selezionate quasi 50 anni fa proprio in Toscana — e testarne l’adattabilità alle attuali condizioni climatiche. Negli ultimi anni, inoltre, Terre dell’Etruria ha rilanciato un altro ortaggio tipico della Toscana, il cavolo nero riccio, sempre più presente sui mercati della nostra regione e del Nord Italia. È apprezzato dai consumatori per le sue qualità organolettiche e per il contenuto di antiossidanti, vitamine e sali minerali.
“L’occasione di oggi è preziosa perché dà sostanza a mesi di impegno progettuale: le cooperative, infatti, sono orgogliosamente l’architrave organizzativa di tanti prodotti agroalimentari tradizionali della Toscana – ha commentato Patrizio Mecacci – . Noi promuoviamo una continua sinergia tra consumatori e produttori proprio perché pensiamo che questa rappresenti l’unica strada per innovare e tramandare nel futuro la cultura del cibo dei territori, a maggior ragione in un quadro di tensioni così forti sul potere di acquisto dei consumatori e sui redditi agricoli”.





