A trent’anni dalla legge 109/1996 per il riutilizzo pubblico e sociale di immobili e terreni sottratti al malaffare, Libera contro le mafie lancia una raccolta firme per chiedere al Governo di destinare il 2% del Fondo Unico di Giustizia (FUG) alla rigenerazione dei beni confiscati alla criminalità.
Dal 1996 a oggi “oltre 1.200 esperienze di riuso sociale raccontano una storia di rinascita: beni confiscati trasformati in presìdi di democrazia, lavoro e inclusione“, afferma Rita Ghedini, presidente di Cooperare con Libera Terra, l’agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità nata vent’anni fa per sostenere le realtà vicine a Libera, impegnate quotidianamente in percorsi di economia buona, giusta e pulita.
Con la mobilitazione “Diamo linfa al bene” si chiede di destinare il 2% del FUG, fondo che raccoglie denaro proveniente da sequestri penali, amministrativi e confische, per far crescere i beni confiscati alle mafie al fine di creare e sostenere scuole, cooperative, comunità, futuro.
È possibile partecipare alla raccolta di firme anche online a questo indirizzo: basta inserire nome, cognome, indirizzo di residenza ed e-mail. Ogni firma è un seme di giustizia e di speranza: il 2% può cambiare molto, se diventa un impegno concreto dello Stato.






