Sei decenni di lavoro, cambiamenti e sfide. È la storia della SCAF – Società Cooperativa Autocustodi Fiorentini, che lo scorso 19 settembre ha festeggiato i suoi 60 anni di attività, riunendo soci, lavoratori, ex soci e persone che nel corso degli anni hanno contribuito alla storia della cooperativa.
Una giornata dal forte valore simbolico, a cui hanno partecipato anche Romano Servidei, socio fondatore della SCAF, ed Elio Bambi, testimone dei primi passi della cooperativa.
La storia di SCAF
SCAF è nata il 3 settembre 1966 dalla volontà di 75 lavoratori che, dopo la chiusura dell’attività dell’ACI nella gestione dei parcheggi urbani di Firenze, scelsero di unirsi e costruire insieme il proprio futuro. Una storia iniziata in un momento difficile e segnata, appena un mese dopo la nascita della cooperativa, dalla drammatica alluvione di Firenze. Da allora SCAF si è trasformata e ha ampliato progressivamente le proprie attività: dai parcheggi alla rimozione forzata, dal soccorso stradale alla segnaletica, dalle depositerie alle affissioni, fino alla gestione di importanti servizi per la città.
Tra gli anni Ottanta e Novanta sono arrivati la gestione dei parcheggi con parchimetri, i parcheggi dell’aeroporto e del Gelsomino, nuove acquisizioni e il progetto Bus pass, che portò il nome di SCAF anche fuori dai confini nazionali. Nel 1998 è arrivata inoltre la certificazione di qualità, seguita nel 2001 dalle certificazioni UNI EN ISO 9001 e OHSAS 18001.
Gli anni Duemila sono stati invece caratterizzati da importanti cambiamenti e da una difficile fase economica che ha costretto la cooperativa a compiere scelte dolorose e a ridimensionare alcune delle attività storiche. Nonostante questo, SCAF ha continuato a lavorare e a guardare avanti, mantenendo al centro il valore della cooperazione e del lavoro dei propri soci. Oggi SCAF continua a raccontare una storia fatta soprattutto di persone: uomini e donne che, attraverso il lavoro e la cooperazione, hanno costruito un pezzo della storia dei servizi di Firenze.






